Questa pagina descrive Calíope 1.5, la versione che stiamo costruendo adesso. La 1.4 è finita ed è in revisione sull'App Store, e il negozio serve oggi la 1.3 sul Mac e la 1.2 su iPad. Il changelog dice in quale versione è arrivata ogni funzione.
Aggiunge a ogni argomento un pulsante «Apri in Calíope». Funziona solo con l'app installata.
Cosa mostra, cosa devi attivare qui perché mostri qualcosa, e perché un Mac spento non lascia lo schermo sul verde.
Dove si trova: Calíope › Preferenze › Generale
Sull'Apple TV, Calíope legge soltanto. Non è un'app a parte: la stessa pagina dell'App Store e lo stesso acquisto la installano anche lì. Non apre nessuna connessione, non esegue nessuna query e non tocca nessun server: mostra come pannello quello che Calíope misura da questo computer e pubblica su iCloud.
Cosa devi attivare qui, in quest'ordine
1. Il Monitor di salute, configurato e attivo, con i server che vuoi vedere. È lui a produrre le cifre; senza di lui non c'è niente da pubblicare.
2. Preferenze › Generale › Apple TV › Pubblica lo stato dei server su iCloud. Parte spento.
E l'Apple TV con lo stesso account iCloud di questo computer.
Cosa esce da qui
Alias, host, porta e metriche di ogni server sorvegliato. Mai le password, mai il contenuto delle tue query. Spegnendo l'interruttore, quanto già pubblicato viene ritirato invece di restare lassù a mostrare cifre vecchie.
Se hai dichiarato gruppi di replica nella Topologia, viaggiano con lo stesso interruttore e il televisore li mostra con la gravità del loro membro peggiore.
Perché il televisore non può fare di più
tvOS non ha né iCloud Drive né Portachiavi iCloud. Né i tuoi profili di connessione né le tue password arrivano mai a quel dispositivo, quindi «legge soltanto» non dipende dalla buona condotta di un'app: lo garantisce la piattaforma.
Un Mac spento non lascia lo schermo sul verde
Ogni server viaggia con la cadenza con cui è stato pubblicato, e la freschezza la calcola il televisore: se un dato non viene rinnovato per più di tre volte quella cadenza — con un minimo di 90 secondi —, smette di essere mostrato come attuale. Con un sondaggio ogni 15 secondi regge 45; con uno ogni 5 minuti, un quarto d'ora. Il tetto deriva dalla tua configurazione perché chi pubblica non può sapere di aver smesso di pubblicare.
Le soglie sono di Calíope
Cosa è rosso e cosa è ambra si decide dove stanno i server e le credenziali, non sul televisore, che si limita a dipingere. Per lo stesso motivo uno stato non si distingue mai solo dal colore: ogni gravità porta anche la propria forma, così il pannello si legge a quattro metri e senza distinguere il rosso dal verde.
Se lo schermo è vuoto
Il televisore distingue cinque cause e dice su quale dispositivo si risolve ciascuna: nessuna sessione iCloud, Calíope non ha mai pubblicato, pubblica ma non sorveglia nessun server, la query non è possibile, oppure la rete è caduta. Quattro delle cinque si risolvono qui. E offre sempre una dimostrazione, per vedere come sarebbe il pannello con dei dati.
Le sue tre impostazioni — dimostrazione, tenere lo schermo sveglio e lingua — sono di quell'Apple TV e non ne escono.
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Calíope sull'orologio: i messaggi di sistema al polso
Legge la casella di ciò che Calíope registra quando non sei davanti. Due interruttori qui e due permessi sull'orologio.
Dove si trova: Calíope › Preferenze › Generale
Sull'orologio, Calíope legge soltanto. Non è un'app a parte: viaggia dentro l'app per iPhone, sulla stessa pagina dell'App Store e con lo stesso acquisto — ma si installa da sola e funziona senza che ci sia un iPhone vicino. Legge soltanto, e ciò che legge sono i messaggi di sistema che Calíope registra quando non sei davanti — backup e report che terminano o falliscono, query lente o troppo ampie, tunnel SSH che cadono e tornano, e server vicini alle tue soglie.
Cosa devi attivare qui
Stanno entrambi in Preferenze › Generale › Messaggi di sistema, e servono entrambi:
1. Registra i messaggi di sistema — senza questo non c'è niente da leggere.
2. Sincronizza i messaggi con iCloud — senza questo i messaggi non escono da questo computer. Parte spento.
Da qui escono l'alias del profilo o del server, il nome del backup o del report, la macchina che l'ha prodotto e i numeri del messaggio — secondi, righe, percentuale. Mai l'host, la porta, l'utente o il testo delle tue query.
Sull'orologio ci sono due permessi, e non sono lo stesso
Leggere la casella quando apri l'app e far vibrare il polso alle tre di notte non sono la stessa autorizzazione. Quello di iCloud consente all'orologio di leggere; quello degli avvisi gli consente di interrompere, e quel permesso di sistema viene chiesto proprio quando lo accendi, l'unico momento in cui l'app può dire a cosa le serve. Entrambi nascono spenti.
Gli avvisi si filtrano per gruppo, non per tipo di messaggio
Sette interruttori invece di diciassette, che su uno schermo da 40 mm è la differenza tra un elenco che si percorre e uno che si abbandona. Invecchia bene anche per questo: un tipo nuovo cade dentro un gruppo che hai già deciso, invece di comparire acceso senza che nessuno l'abbia detto. E ciò che l'orologio non sa nominare viene sempre mostrato.
Ogni quanto guarda, e perché è un minimo
Con l'app aperta, la cadenza che scegli — 1, 5, 15, 30 o 60 minuti — viene rispettata. Con l'app chiusa non è una promessa: watchOS distribuisce i risvegli secondo il proprio bilancio — batteria, uso, se è sul quadrante — e in pratica si aggira su uno all'ora. Il numero che scegli è il prima possibile che si può chiedere, non quando accade. Per questo il valore di fabbrica è 15 minuti e non uno.
Saltare un risveglio non perde avvisi: l'orologio consegna tutto quello che sta sopra l'ultimo messaggio di cui ti ha già avvisato, e non solo l'ultimo quarto d'ora.
La prima volta non ne arrivano cento
Accendendo gli avvisi, il primo ciclo si limita a prendere nota di dove sta la casella, senza notificare nulla: accenderli con mesi di storico lassù sarebbe la peggior prima impressione possibile per qualcosa il cui valore intero è non disturbare più del necessario. E spegnendoli quel segno si dimentica, così riaccenderli tra un mese non consegna il mese.
L'orologio può benissimo essere in una lingua diversa da questo computer, ed è il caso più frequente: il messaggio viaggia senza tradurre e la frase si compone al polso.
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La stessa app del Mac e dell'iPad, in tasca: si connette, interroga e legge quello che i tuoi altri dispositivi hanno pubblicato.
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Sull'iPhone gira Calíope per intero, non un'app a parte: la stessa pagina dell'App Store la installa sul tuo Mac, sul tuo iPad e sul telefono, e un solo acquisto li copre tutti e tre. Si connette alle tue basi di dati, esegue le tue query e porta gli stessi strumenti — con lo schermo che ha.
Cosa condivide con i tuoi altri computer
Tutto quello che già viaggia fra Mac e iPad viaggia anche verso il telefono, con gli stessi interruttori e senza nessuno «per l'iPhone»:
- Connessioni, frammenti SQL e preferenze, con Sincronizza Calíope con iCloud. Le password viaggiano a parte, dal portachiavi iCloud.
- Cronologia delle query — il suo interruttore è nel Registro SQL, sulla barra dello strumento.
- Conversazioni con l'assistente IA — il suo interruttore è nel pannello dell'assistente.
- Registro errori dell'app — Preferenze › Generali › Sincronizza il registro errori con iCloud.
- Messaggi di sistema — Preferenze › Generali › Sincronizza i messaggi con iCloud.
E quello che modifichi lì si vede qui. Il file delle connessioni ha più autori di proposito, ed è per questo che viene fuso invece che sostituito: quello che un dispositivo non capisce di un profilo non va perso.
Cosa non c'è ancora sul telefono
Il widget che riassume la salute della farm. Viveva nell'app iPhone a parte, che ha smesso di esistere quando la famiglia è stata riunita in una sola pagina dell'App Store, e rimetterlo in piedi richiede di decidere chi scrive i suoi dati sul telefono. Nel frattempo la farm si vede per intero nel Monitor di salute dell'app stessa, e come pannello sull'Apple TV.
Le notifiche funzionano come sull'orologio: leggere e interrompere sono permessi distinti e si chiedono separatamente, e la cadenza in background è un minimo — iOS scende raramente sotto il quarto d'ora, qualunque cosa dica l'impostazione.
La sua guida è questa. È la stessa app, quindi è la stessa Guida: quello che stai leggendo si legge uguale dal telefono.
Che cosa vede l'Apple TV, che cosa vede l'orologio e che cosa vede l'iPhone, uno per uno — e che cosa non vedranno mai.
Dove si trova: Calíope › Preferenze › Generale
Questo argomento guarda dal dispositivo che riceve: quando accendi l’Apple TV o alzi il polso, che cosa dovresti vedere? Che cosa esce da questo computer — con quale meccanismo e con quale interruttore — sta in Cosa si sincronizza, e come. È la stessa domanda nelle due direzioni, e nessuno dei due elenchi ripete l’altro.
Tre condizioni valide per tutti
- I due dispositivi sullo stesso account iCloud.
- Ogni canale ha il proprio interruttore, e nascono tutti spenti. Attivare Sincronizza Calíope con iCloud non ne attiva nessuno: sono consensi distinti, non livelli dello stesso.
- Pubblica qualsiasi computer con Calíope, non solo il Mac: anche l’iPad e l’iPhone pubblicano, e non serve tenere aperta nessuna scheda. Serve invece che quel computer sia stato acceso, con l’interruttore attivo, almeno una volta.
Il tuo Mac, il tuo iPad e il tuo iPhone si dicono quasi tutto. Profili di connessione, schede dell’editor SQL, configurazione del monitor di salute, frammenti salvati e preferenze; e, se attivi i loro interruttori propri, la cronologia delle query, le conversazioni con l’assistente, il registro degli errori e i messaggi di sistema. Le password viaggiano a parte, dal portachiavi iCloud.
Sull'Apple TV, Calíope vede una cosa sola: lo stato dei server sorvegliati dal monitor di salute, con i gruppi di replica che hai dichiarato. Né query, né backup, né report, né messaggi. Si attiva con Pubblica lo stato dei server su iCloud, in Preferenze › Generale › Apple TV. E servono entrambe le cose — l’interruttore e un monitor che sorvegli qualcosa — perché il solo interruttore pubblica un elenco vuoto.
Anche sull’orologio Calíope vede una cosa sola: i messaggi di sistema. Si attiva con Sincronizza i messaggi con iCloud, in Preferenze › Generale › Messaggi di sistema, e va inoltre concesso il permesso iCloud sull’orologio stesso, che nasce spento. L’orologio non vede server, né query, né connessioni.
Sull’iPhone gira Calíope per intero, quindi non è un dispositivo che legge: è un altro dei tuoi computer con Calíope. Vede quello che vedono il tuo Mac e il tuo iPad — le tue connessioni e i tuoi frammenti SQL, la cronologia delle query, le conversazioni con l’assistente, il registro degli errori e i messaggi di sistema —, con gli stessi interruttori e senza nessuno «per l’iPhone». E in più si connette ed esegue query, che è quello che il televisore e l’orologio non fanno mai.
Che cosa oggi non arriva a nessun dispositivo, anche se la schermata esiste: la cronologia delle esecuzioni di backup e report, e l’ultimo risultato salvato di un report. Il meccanismo è scritto, ma non c’è ancora nessun interruttore che lo metta a pubblicare, quindi quei dati non escono da questo computer. È il comportamento previsto, non un guasto.
E che cosa non esce mai, qualunque cosa tu abbia acceso: le password e le chiavi SSH fuori dal portachiavi, il registro diagnostico, la cache degli schemi del completamento automatico e i permessi sui file concessi da macOS, che valgono solo sul computer dove li hai dati. Il testo delle tue query non arriva mai al televisore né all’orologio: viaggia soltanto fra i tuoi dispositivi con Calíope — Mac, iPad e iPhone —, e con il proprio interruttore.
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La traccia di ciò che Calíope fa e rileva quando non sei davanti: che cosa si registra, quanto si conserva e che cosa esce da qui.
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Un backup notturno che finisce bene, un report programmato che fallisce, un tunnel SSH che cade alle quattro del mattino e torna da solo, un server che sfiora la tua soglia di connessioni: cose che accadono senza nessuno davanti. Prima esistevano solo come una notifica vista una volta, che non lasciava traccia. I messaggi di sistema sono quella traccia.
È un registro diverso dagli altri due: il registro degli errori conserva ciò che è successo all’app, e la cronologia delle esecuzioni conserva ciò che è stato eseguito. Questo conserva l’avviso.
Che cosa si registra. Diciassette tipi di avviso distribuiti in sette gruppi — backup, report, query, connessioni, server, sincronizzazione e l’app stessa —, ciascuno con la sua gravità (informazione, successo, avvertenza o errore) e, quando c’è, con il numero che l’ha motivato: i secondi impiegati, le righe restituite, la percentuale raggiunta.
Due interruttori, e sono indipendenti, in Preferenze › Generale › Messaggi di sistema:
- Registra i messaggi di sistema li conserva su questo computer. Senza di lui non c’è nulla da sincronizzare, ed è per questo che il secondo resta disattivato.
- Sincronizza i messaggi con iCloud li pubblica. Nasce spento: far uscire da qui nomi di backup, di report e alias di profili è un permesso che si chiede a parte.
Quanto si conservano.Conserva il registro offre 30, 90, 180 o 365 giorni, oppure senza limite; di fabbrica sono 90. La potatura è reale in entrambi i posti — cancella qui e cancella su iCloud, una volta al giorno. Una cancellazione che lasciasse la copia nella nuvola la riscaricherebbe alla sincronizzazione successiva, il che è peggio del non avere l’opzione.
Che cosa esce, e in che lingua arriva. Escono l’alias del profilo o del server, il nome del backup o del report, la macchina che l’ha prodotto e i numeri dell’avviso. Mai l’host, la porta, l’utente né il testo delle tue query. E il messaggio non viaggia tradotto: viaggia l’identificatore dell’avviso con i suoi valori grezzi, e lo compone il dispositivo che lo legge, nella propria lingua e con il proprio formato dei numeri. Per questo un orologio in francese mostra i suoi messaggi in francese anche se il Mac è in spagnolo. Se quel dispositivo è di una versione precedente e non conosce un avviso nuovo, mostra il testo di riserva che ha viaggiato dentro, nella lingua che aveva Calíope quando l’ha emesso: è l’unica volta in cui vedrai un messaggio non tradotto.
Se il telefono o l’orologio non li vede, è questa sezione a dirtelo prima di loro:
- «Non è stato possibile scrivere…» — è fallito il registro locale. Si vede anche con iCloud spento, cioè proprio quando questo registro è tutto ciò che resta.
- «N in attesa di caricamento» — c’è una coda. Di solito si risolve da sola.
- Un avviso con l’ultimo errore di sincronizzazione, con il suo testo.
Senza quei tre segnali, «il telefono non vede niente» potrebbe essere l’interruttore, la coda, un guasto di iCloud o il fatto che davvero non è successo nulla: quattro cose identiche a vedersi e diverse da risolvere.
Chi li legge: i tuoi altri dispositivi con Calíope — Mac, iPad e iPhone — e Calíope sull’orologio. Sull’orologio si filtrano per gruppo, non per tipo di avviso — sette interruttori invece di diciassette —, così un avviso nuovo cade in un gruppo su cui hai già deciso.
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Una schermata vuota non è un problema ma diversi: la scala delle cause in ordine, e le tre che si somigliano senza voler dire la stessa cosa.
Dove si trova: Calíope › Preferenze › Generale
Né il televisore né l’orologio mostrano un secco «non c’è nulla»: ciascuna distingue le sue cause e nomina il dispositivo dove si risolve, perché la maggior parte non si risolve dove stai guardando. La prima cosa, quindi, è leggere che cosa dice la schermata: è già metà della risposta.
La scala, in ordine. Quasi sempre è uno di questi cinque gradini, e conviene percorrerli così:
1. Lo stesso account iCloud sui due dispositivi, con la sessione aperta. Si risolve nelle impostazioni del dispositivo che è vuoto.
2. L’interruttore del canale, acceso in Calíope, sul Mac, sull’iPad o sull’iPhone. Ogni canale ha il suo e nascono tutti spenti: quello della farm per il televisore, quello dei messaggi per l’orologio e per la scheda Messaggi del telefono. È la causa più frequente.
3. Il permesso di lettura del dispositivo stesso. L’orologio ha il suo e nasce spento; quello dell’iPhone arriva acceso; il televisore non ne ha nessuno.
4. Che si sia pubblicato almeno una volta. Il computer che pubblica dev’essere stato acceso, con l’interruttore attivo, almeno una volta. Un Calíope che non ha mai pubblicato si vede esattamente come uno che pubblica e non ha nulla da raccontare.
5. Che ci sia davvero qualcosa. Il televisore non può mostrare server se il monitor di salute non ne sorveglia nessuno.
Le tre schermate che ingannano. Si somigliano e non vogliono dire la stessa cosa:
- «Non ha mai pubblicato» contro «nessun messaggio». Sull’orologio una casella vuota può essere la buona notizia: non è successo niente. Sul pannello del televisore non lo è mai, perché un pannello di salute vuoto è indistinguibile da uno tranquillo, ed è per questo che lì non si dà mai per buono.
- «Non interrogabile». Il canale esiste, ma manca un indice su iCloud oppure lo schema non è ancora arrivato a questo dispositivo. Non manca attività: manca configurazione. Nessun interruttore lo risolve, ed è meglio avvisarci.
- «Se ne sono persi N per strada». La query ha funzionato ma la lettura è tornata incompleta. Quasi sempre basta rientrare.
E una che non è un guasto: sull’orologio, spegnere i sette gruppi nasconde tutti i messaggi. L’orologio lo dice con queste parole, invece di darti la buona notizia che non è successo nulla.
Verde non è sinonimo di recente. Il televisore segna il dato come vecchio quando il computer che pubblica tace da più di tre volte la propria cadenza (mai meno di un minuto e mezzo). Un pannello verde con l’ora arretrata non dice che va tutto bene: dice che nessuno sta guardando. È il Mac spento il venerdì.
E da questa parte.Preferenze › Generale › Messaggi di sistema mostra la coda in attesa e l’ultimo errore di sincronizzazione; la sezione Apple TV fa lo stesso con la farm. Se qui c’è una coda o un errore, il problema non è sull’altro dispositivo.
Parole chiave: vuoto, non vedo nulla, schermata vuota, non appare, non arriva, diagnostica, apple tv, orologio, iphone, companion, icloud, obsoleto, freschezza